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Forse anche voi potreste farvi le domande che riportiamo sotto e che sono quelle che più frequentemente ci vengono poste. Ecco, in un unico colpo d’occhio, le risposte.
Chi ha ideato Lo Staccapanni?
Lo Staccapanni è un progetto della Caritas Diocesana di Genova e della Fondazione Auxilium.
Chi gestisce Lo Staccapanni?
La Fondazione Auxilium è riferimento per la parte del progetto relativa alla raccolta degli indumenti. Auxilium svolge tale compito in collaborazione con Amiu.
Chi raccoglie gli indumenti?
Lo svuotamento dei cassonetti viene effettuato da Emmaus Genova, cooperativa sociale per il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate.
Quanti abiti si raccolgono in un anno?
In media, il Progetto registra 1.200 tonnellate.
Che fine fanno gli abiti?
Gli indumenti raccolti, seguono tre strade:
  • una parte viene selezionata e distribuita alle persone in stato di bisogno;
  • una parte, ancora in buono stato, viene venduta ad operatori del mercato dell’abito usato;
  • quanto è in pessimo stato viene ritirato come pezzame industriale (senza che ciò produca ricavi economici).
Ho la certezza che il vestito che vi do vada a chi ne ha bisogno?
Se a Genova ci fossero tanti poveri quanti sono gli indumenti che il Progetto Staccapanni raccoglie, sarebbe un disastro sociale! Chi immagina diversamente non conosce le dimensioni del bisogno e trascura gli aspetti positivi resi concreti dallo Staccapanni. Chi vi racconta, invece, che distribuisce tutti gli indumenti che raccoglie…. non è onesto con se stesso, con chi li dona e neppure con poveri.
Ma qual è l’utilità concreta dello Staccapanni?
Il Progetto Staccapanni significa lavoro protetto per persone in difficoltà e sostegno ai servizi. Persegue un obiettivo ecologico e risponde, prima di tutto, al bisogno di chi smette di utilizzare l’abito. L’abito messo nel cassonetto, dunque, può diventare un nuovo vestito per chi ne ha bisogno ma, anche quando non accade, si trasforma sempre in piccole/grandi opportunità di promozione umana.
Perchè non venite a ritirare i miei abiti in ottimo stato a domicilio? Volevo fare un’opera buona, ma...
Tutti coloro che lavorano nel Progetto o sono realmente volontari oppure sono regolarmente assunti. Ciò determina, ovviamente e responsabilmente, un costo non indifferente di gestione. Realizzare un servizio a domicilio costituirebbe un onore non sostenibile economicamente.
E’ vero che lo Staccapanni gode dei finanziamenti che arrivano dall’8xmille alla Chiesa Cattolica?
No. Lo Staccapanni non riceve sostegno dall'8xmille che, opportunamente, viene invece indirizzato al sostegno di servizi caritativi.
Ma quanto guadagna lo Staccapanni?
I primi anni i margini di guadagno sono stati significativi. Successivamente è stato difficile coprire i costi di gestione e di selezione. Ci auguriamo che il rilancio quantitativo e qualitativo del Progetto possa far registrare positive ricadute anche da questo punto di vista.
Sapete che persone tirano fuori i sacchetti dai cassonetti, rubano le cose migliori, lasciano a terra il resto?
Ovviamente nessuno è autorizzato a fare ciò: si tratta di illeciti. La presenza di persone che rovistano tra i cassonetti si riscontra in tutte le città ove si pratica la raccolta degli indumenti usati. Coloro che sottraggono, in genere, sono persone che vivono di espedienti: alcuni tra loro prelevano abiti per indossarli, ma la maggior parte li usa per venderli nei mercatini abusivi. Complessivamente, il danno alla raccolta è minimo anche se il disordine ambientale è reale.
Possibile che non riusciate a fare nulla contro queste persone?
Per contrastare il fenomeno sono stati introdotti cassonetti di nuova generazione dotati di sistemi antintrusione, progressivamente più efficaci. Altri sistemi di antiscasso sarebbero lesivi della persona che tenta di introdursi e, pertanto, inaccettabili. Resta poi l’attenzione di ogni cittadino, che ha a disposizione questo sito e il numero di telefono indicato su tutti i cassonetti per segnalare casi di effrazione, specie se sistematici e organizzati.
Il cassonetto sotto casa mia è regolarmente pieno e i sacchetti sono abbandonati sul marciapiede. Non potete ritirarli più spesso?
Per fare fronte a questo problema – che si verifica specie con il cambio stagionale degli armadi – nel 2010 sono state incrementate le squadre di raccolta e sono stati aumentati i cassonetti. Ciascun cassonetto viene svuotato almeno una volta a settimana.
Che devo fare se trovo il cassonetto pieno?
La cosa migliore è attendere lo svuotamento del cassonetto oppure utilizzare altri cassonetti liberi. Lasciare il sacchetto a terra equivale a buttare lo stesso nella spazzatura.
Quanto costa alla collettività lo Staccapanni?
Non è equiparabile il costo della raccolta differenziata di indumenti con quello delle altre raccolte differenziate o dei rifiuti urbani. Nella normalità, a carico di AMIU, c’è il semplice corrispettivo della creazione dello spazio-deposito in discarica. Si può dire, pertanto, che è un servizio a costo zero per la collettività.
Alcuni cassonetti rimangono nascosti e causano maggiori furti e accumulo di sporcizia. Non è possibile spostarli in posizioni migliori?
Gli spazi in cui i cassonetti sono collocati non dipendono dalla libera scelta di chi gestisce il servizio. La posizione del cassonetto è indicata dagli uffici pubblici competenti, in relazione alle esigenze ambientali e di viabilità. Non sempre la conformazione del nostro territorio facilita l’individuazione di spazi ottimali. Ciò, tuttavia, non deve scoraggiare chi vuole segnalare disagi.
Chiamo il vostro numero di telefono ma mi risponde sempre la segreteria. Lascio messaggi e non vengo richiamato!
La segreteria telefonica non è un muro di gomma ma una modalità operativa scelta per non perdere traccia delle segnalazioni. Troppo impegnativo sarebbe destinare un operatore telefonico dedicato. La segreteria viene ascoltata quotidianamente e, solo se necessario, si procede a ricontattare chi ha lasciato il messaggio.

260 contenitori
1.400 tonnellate raccolte
70.000 capi distribuiti
30.000 ore di lavoro di cui:
12.000 retribuite (il 60% di queste svolto da persone appartenenti alle cosiddette "fasce deboli")
18.000 svolte da volontari

Realizzato gratuitamente da McCann-Erickssonn Italiana S.p.A. e registrato presso la Camera di Commercio di Genova.

Il nome "Staccapanni" deriva dalla bella fiaba di Gianni Rodari "Il paese con l'esse davanti" ambientata in un luogo dove "... chi ha bisogno di una giacca, passa dallo staccapanni e la stacca"

Scarica l'estratto della fiaba (doc, 27 KB)